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Tipi di gufi

Tipi di gufi

Il giovane rimane presso il nido per oltre 6 settimane. L'avvoltoio monaco si nutre quasi esclusivamente di carogne soprattutto di grossi mammiferi, di cui inghiotte la carne, la pelle e le ossa e ne rigetta in seguito le parti indigeribili. Solo raramente caccia animali vivi, soprattutto rettili e anfibi e, di norma, non attacca mai, per esempio, un agnello smarrito.

E' facilmente identificabile per le notevoli dimensioni, le ali lunghe e sottili tenute leggermente piegate e la lunga coda a cuneo. Visto da sotto, si nota il contrasto tra corpo bruno-giallastro chiaro e le ali e la coda scure. L'immaturo è scuro sulla testa e sulla gola, grigio sull'addome. E' perlopiù silenzioso, emette forti fischi nei siti di riproduzione. Nidificante molto raro nel Sud Europa, in totale sopravvivono un centinaio di coppie. In Italia estinto come nidificante dal circa Sardegna , ora è oggetto di tentativi di reintroduzione.

Nidifica sulle rocce, nelle cavità e negli anfratti ben protetti. Depone un uovo raro 2. L'incubazione è effettuata dalla femmina e dura intorno ai 53 giorni. Il nidiaceo è nutrito da entrambi i genitori. Il gipeto è solitario, ispeziona i versanti montani in volteggi passivi, cercando le carogne di cui si nutre. Predilige la carne di animali morti di recente e le grosse ossa anche tartarughe , spesso sono lasciate cadere da grande altezza per spezzarle in pezzi abbastanza piccoli da poter essere ingoiati.

Possiede una lingua specializzata per prelevare il midollo dalle ossa rotte, inoltre i succhi gastrici demoliscono la parte ossea e il midollo viene digerito. Le aquile hanno molte caratteristiche in comune, anche se non tutte le specie sono strettamente affini. Sono rapaci di grossa taglia con ali larghe sfrangiate e becchi potenti. L'acquisizione del piumaggio da adulto richiede diversi anni. I sessi sono uguali nel piumaggio e le femmine sono più grandi. Pochi uccelli hanno suggestionato il genere umano come l'aquila. Il suo possente volo è ricordato nei Salmi di Salomone, e sempre un'aquila fu il simbolo del dio assiro Assur. Uno di questi rapaci ornava anche lo scettro di Zeus, dio supremo degli antichi Greci.

Nelle antiche saghe norvegesi Odino, re degli dei, assumeva spesso le sembianze di un'aquila. I copri capi da guerra degli Indiani delle pianure nordamericane erano realizzati esclusivamente con penne d'aquila. Costituisce ancor oggi lo stemma nazionale dell'Austria e della Polonia. Attualmente l'aquila compare sullo stemma messicano e un'altra è il simbolo degli Stati Uniti d'America. Vaga regolarmente fin nel centro dell'Europa ed in effetti è oggetto di reintroduzione in varie zone d'Europa.

Anche in Italia, estinta come nidificante dal Sardegna e ora oggetto di reintroduzione. Trascorre molte ore su posatoi che permettono un'ampia visuale. In adatte condizioni atmosferiche perlustra il territorio volteggiando a quote elevate. Si nutre di pesci, uccelli marini, anche anatre o oche e carogne. Spesso deruba grandi gabbiani. Gli adulti hanno la coda bianca, il becco giallo, la testa, il collo e il petto bruno chiaro. Gli immaturi a distanza sono tutti scuri con macchie più chiare bruno-ruggine sulle copritrici superiori dell'ala e con base del becco chiara. A breve distanza capo e collo sembrano più scuri, bruno-nerastri, come le piccole copritrici. Timoniere con margini scuri ma generalmente biancastre al centro, traslucide.

Da vicino si vede spesso una macchia chiara ascellare. Gli Individui del primo anno hanno il petto bruno-ruggine macchiato di nero. Talvolta i giovani sono molto chiari, difficili da identificare. Diversamente sono facilmente identificabili dalle dimensioni enormi e dalle ali larghe e rettangolari, dal collo lungo e sottile, becco grosso e coda corta a cuneo. Vola con lunghe serie di battiti alari tipicamente lenti e poco profondi, intercalati da sporadiche brevi planate. Il klii klii kin klii klii di richiamo ricorda fortemente il richiamo primaverile dei picchio nero. Nidifica da gennaio-febbraio, sulle zone rocciose in regioni costiere e lungo fiumi e laghi ricchi di pesce, su alti pini o gran di alberi, ma anche sul terreno e sulle scogliere in grandi e tozzi nidi di stecchi che hanno, all'interno, una parte più piccola e incavata che è il vero e proprio nido.

Lo stesso nido è utilizzato più anni di seguito e di conseguenza viene ingrandito e consolidato di anno in anno. L'aquila di mare si nutre soprattutto di pesci, ed uccelli, folaghe in particolare, ma anche di piccoli mammiferi e carogne. Le aquile di mare pescano in superficie, con gli artigli, è rarissimo che si buttano a capofitto in acqua. Un incontro con l'aquila di mare è emozionante. Ne vidi una coppia in Croazia, a sud di Krk, ed ebbi la fortuna che a causa delle correnti d'aria arrivarono, volteggiando, fino ad un centinaio di metri dalla rupe sul mare dove mi trovavo. Davano un'impressione di eleganza che non ha eguali, erano impressionanti.

In volo sembravano uccelli di sole ali, senza coda e corpo. Provai la sessa sensazione di un bambino che, estasiato, guarda il volo degli aquiloni. Adulto caratteristico: Zampe grigie, becco scuro, Immaturo simile a quello dell'aquila di mare, ma con copritrici alari mediane inferiori bruno-giallastro chiaro, in forte contrasto con le remiganti scure e le piccole copritrici più scure. Grande pannello chiaro sulle primarie prossimali. Timoniere nere. Stria bruna sull'occhio. Nonostante questo, l'uccello ha una grandiosa presenza e aumenta la drammaticità dello scenario con le sue apparizioni occasionali sulle alte vette. Adulti prevalentemente stanziali, immaturi e alcuni altri individui, specialmente nordici e nord-orientali, si spostano a sud in inverno.

Caccia spesso uccelli o mammiferi volando bassa su versanti o margini boschivi. Le aquile sono potenti, capaci di uccidere e trasportare lepri e persino cuccioli di cervo, anche se in inverno mangiano soprattutto animali trovati già morti. Facilmente distinguibile dall'aquila di mare dalla coda più lunga e arrotondata e non a cuneo, ali più strette e più corte, collo più tarchiato. Le poiane, spesso avvistate più a valle e a volte persino appollaiate su pali della luce, vengono confuse per aquile, ma sono molto più piccole e con una costituzione più leggera.

Durante il volteggio e più spesso che non in planata, le ali sono tenute sollevate a V leggermente marcata. Le macchie alari bianche e la coda bianca con banda terminale scura rendono facile l'identificazione dei giovani. La quantità di bianco varia individualmente, non è una caratteristica dell'età. A qualsiasi età presentano la nuca bruno-dorata. Gli individui maggiori di un anno hanno un pannello bruno chiaro sulle copritrici superiori dell'ala. Le aquile anatraie sono nettamente più piccole, tengono le ali rivolte all'ingiù e hanno code più corte.

L'Aquila rapace ha testa più piccola e ali più strette. Nidifica sulle rocce e talvolta sugli alberi, sempre in luoghi inaccessibili per i predatori, costruendo alla fine di marzo o in aprile, un rozzo nido, utilizzato per diversi anni consecutivi, costituito da un voluminoso ammasso di rami, stecchi, sostanze vegetali. I nidiacei sono accuditi da entrambi i genitori ma all'inizio il maschio si limita a porgere il cibo alla femmina che lo divide tra i pulcini, solo in seguito, quando sono più grandicelli li nutre direttamente. Se vi è carena di cibo solo il pulcino più forte sopravvive a scapito dei fratelli.

I giovani, una volta diventati indipendenti, se ne vanno per stabilirsi in nuove zone, anche a notevoli distanze. L'aquila reale raggiunge la maturità sessuale in genere a 4 anni. L' aquila imperiale Aquila heliaca cm x predilige le pianure con boschi sparsi o aperti e con zone steppose, meglio se vicino all'acqua. La razza spagnola adalberti è ridottissima nel numero e l'heliaca, sud-orientale, è molto rara. Gli adulti molto scuri, bruno-nero, con nuca chiara, scapolari bianco candido e interno della coda grigio. Nella razza spagnola anche il contorno dell'ala è bianco.

Gli immaturi bruno chiaro, con petto striato di scuro e dorso inferiore tipicamente chiaro, bianco-crema. Le remiganti primarie più prossimali tipicamente chiare, in contrasto con il resto dell'ala. Silhouette simile a quella dell'Aquila reale, ma coda nettamente più corta spesso tenuta chiusa in volteggio e ali tenute orizzontali durante le planate. Il richiamo ricorda vagamente quello di un Corvo imperiale. L'aquila imperiale nidifica sugli alberi deponendo generalmente 2 uova raro 3, rarissimo 4 incubate da entrambi i sessi per circa 43 giorni.

Si nutre di mammiferi conigli e altri roditori , rettili, uccelli. La rara sottospecie adalberti è oggetto di programmi di conservazione e reintroduzione. L'aquila rapace Aquila rapax cm x e nidificante molto raro nelle steppe dell'Europa sud-occidentale. L'adulto è marrone scuro con macchia sulla nuca chiara e un accenno di macchia chiara alla base delle remiganti primarie. Le remiganti e le timoniere di solito sono nettamente barrate e nell'adulto anche con una larga banda terminale. L'immaturo è marrone chiaro con remiganti scure ed è simile agli immaturi dell'aquila imperiale. Ne differisce per il margine alare e per la coda bianchi sopra e per la banda mediana bianca sulle ali sotto.

L'immaturo non presenta, come il giovane di aquila imperiale, la zona chiara del dorso posteriore e ha bianche soltanto le copritrici superiori della coda. Il becco è massiccio con tipici angoli gialli. Il collo e la coda sono lunghi, le ali lunghe e molto sfrangiate. Volteggia con le ali orizzontali e rivolte verso il basso in planata. L' aquila anatraia maggiore Aquila clanga cm x è nidificante molto raro dell'Europa sud-orientale in regioni con foreste, spesso presso laghi, fiumi e paludi. Sverna nell'Europa sud-occidentale, qualche individuo in Francia.

Il volo le larghe ali sfrangiate danno subito l'impressione di un'aquila. I battiti d'ala sono rapidi, quasi come una poiana. Le ali sono tenute sotto la linea orizzontale durante il volteggio. Silhouette molto simile all'anatraia minore, ma con ali leggermente più sfrangiate e con primarie distali tenute molto distanziate. In ogni piumaggio la maggior differenza con l'anatraia minore è data dalle copritrici sottoalari nero-brunastre, più scure di remiganti e timoniere. L'adulto è di un marrone scuro uniforme, spesso un leggerente chiaro sulle copritrici inferiori e alla base delle remiganti.

Ha una sottile barra mediana chiara sul sottoala scuro. L' aquila anatraia minore Aquila pomarina cm x nidifica raramente nell'Europa orientale, in zone con foreste di pianura e paludi. Lascia l'Europa alla fine di settembre. Adulto marrone scuro con copritrici piccole e mediane marrone più chiaro o anche bruno-giallo, testa brunastra, macchia chiara sopra la base delle primarie prossimali, copritrici superiori della coda chiare. L'immaturo è più scuro, specialmente sulla testa, ma con lo stesso contrasto tra le copritrici alari superiori e il resto dell'ala, barra molto sottile lungo le punte delle copritrici. Piccola macchia chiara sulla nuca visibile solo da vicino. Sia la silhouette e sia il volo sono simili a quelli dell'anatraia maggiore.

Il sottoala è cioccolato chiaro, normalmente più chiaro e mai più scuro di remiganti e timoniere. Non ha calzoni piumati. L' aquila del Bonelli Hieraaetus fasciatus cm x predilige zone montane aperte. Spesso volteggia in coppia lungo i versanti montani, dove appare molto simile alla reale nella silhouette e nel comportamento.

Tipiche sono le ali abbastanza larghe, ma relativamente poco sfrangiate, con le carpali prominenti dal profilo, come nel falco pecchiaiolo, e la cod a relativamente lunga. I battiti d'ala sono sorprendentemente rapidi ma po co profondi. Adulti caratteristici con addome biancastro e generalmente sottoala scuro. La coda è bruno-grigia con larga banda terminale scura. Le parti superiori sono marrone scuro con zona chiara sul dorso superiore. L'immaturo è molto chiaro inferiormente, addome e copritrici camoscio-rosati, remiganti e timoniere bianco-grigiastr e fittamente barrate, senza banda scura terminale con sfrangiatura nera. Solitamente è presente una "virgola" scura intorno alle grandi copritrici.

In alcuni immaturi vi è una banda più scura che attraversa il sottoala, tra le copritrici e le remiganti. Nidificante scarso nel Sud Europa, fa il nido tra le rocce, più raramente sugli alberi. Depone 2 uova raro 1, rarissimo3 che sono incubate da entrambi i sessi per un periodo di giorni. I nidiacei volano a circa 65 giorni di età, rimanendo con gli adulti per circa 8 settimane o più.

L'aquila del Bonelli si nutre di conigli selvatici, lepri, altri piccoli mammiferi, uccelli come pernici , lucertole; caccia piombando in picchiata o inseguendo le vittime lungo le pareti rocciose o tra la macchia. L' aquila minore Hieraaetus pennatus cm x è abbastanza comune in Spagna, rara altrove nell'Europa meridionale e centrale. La più piccola delle aquile europee, simile nella taglia a una poiana, ma con ali nettamente sfrangiate. Vive in foreste decidue con radure, solitamente in basse regioni montagnose, ma anche in zone di pianura.

Resta in volo a lungo, immobile, ma non si libra. Quindi picchia da notevoli altezze con ali richiuse e zampe distese all'indietro, diretta sul terreno, a gran velocità. Due fasi di colore, una chiara più comune e una scura meno comune. Raramente individui intermedi. La fase chiara si differenzia da tutti gli altri rapaci eccetto il capovaccaio per il sottoala con remiganti scure contrastanti con le copritrici chiare. Gli individui in fase scura più pallidi meno comuni sono di tonalità bruno-rossa e sono talvolta indicati come "fase intermedia".

Tutti hanno le tre primarie più interne leggermente più chiare, più traslucide, coda grigio-chiara uniforme più scura verso la punta e piccole macchie bianche dove l'ala si piega davanti, ben visibili se viste di fronte. Il richiamo è un acuto grido, vibrante. Il biancone Circaetus gallicus cm x non è molto comune nell'Europa meridionale e orientale, ma presente in buon numero in Spagna. Vive in regioni sia montane sia di pianura. Necessita di zone aperte, dato che si nutre di serpenti e lucertole. Molto chiaro, con ali lunghe. Parti superiori bruno-grigiastre con copritrici più chiare.

Variazioni di piumaggio: Non presenta mai le carpali scure. Punte delle remiganti sfumate di scuro, marginate di grigio negli individui molto chiari le poiane in fase chiara hanno le punte molto scure evidenti. Coda piuttosto lunga e sottile con tre distinte barre scure. Tiene le ali orizzontali durante il volteggio o leggermente sollevate , in planata la parte interna dell'ala è sollevata mentre la parte distale è abbassata, con la sfrangiatura flessa bene all'insù. Da sotto, il giunto carpale appare nettamente proiettato in avanti. Capo grande, ma di proporzioni modeste rispetto alle ali. Fa regolarmente lo spirito santo. Volo maestoso, con battiti alari da aquila. Emette spesso un melodioso piih-u.

Nidifica sugli alberi prediligendo i sempreverdi solo occasionalmente su roccia. Depone una sola covata composta di un solo uovo che è incubato generalmente dalla femmina, nutrita dal maschio, per un periodo di 47 giorni circa. Il biancone presenta un'alimentazione per gran parte costituita di rettili, soprattutto serpenti e lucertole. Nettamente più grandi dei Corvidi. Spesso volteggiano, Ali larghe, poco -sfrangiate. Catturano piccoli animali a terra. Le poiane sono nettamente più grandi dei corvidi, spesso si vedono volteggiare con le larghe ali poco sfrangiate.

La poiana Buteo buteo cm x è comune in foreste e boschi, spesso presso coltivi e acquitrini. E' il rapace più comune in buona parte dell'Europa. Migratore nell'estremo nord. Caccia sia perlustrando il territorio dall'alto di pali artificiali come appostamenti, e sia volano in alti cerchi. Simile al falco pecchiaiolo, ma con capo più tarchiato, coda più corta, ali con margini netti, planate con ali orizzontali; battiti d'ala più rapidi, meno profondi, più rigidi.

Piumaggio molto variabile. Le forme scure predominano in gran parte dell'Europa. Nei piumaggi scuri è evidente la banda pettorale chiara. Gli individui bianchi variegati possono essere confusi con la calzata, l'aquila minore e con il biancone, ma le poiane hanno spesso una grossa macchia bianco candido sopra l'ala e, sotto, una "virgola" carpale scura. Le razze orientali sono più rossicce e talvolta ricordano la Poiana codabianca. Tarsi nudi. Richiama con un lamentoso pi. E' una specie di solito stazionaria quindi tende a rimanere nel proprio territorio, sebbene vada errando per un raggio abbastanza esteso dopo la nidificazione e nelle regioni più fredde sia migratrice.

Un buon numero d'individui che abitano il Nord Europa migrano verso sud-ovest in inverno. Nella scelta dell'habitat è molto eclettica, nidificando dal livello del mare sino a media altezza in montagna in ogni sorta di ambienti. Il nido viene costruito in aprile con rami, sugli alberi, sui cactus o sulle rocce, viene imbottito con foglie, muschi, peli ecc.

La poiana rifinisce continuamente il bordo del nido con ramoscelli, anche durante la cova. Anche nell'alimentazione è un rapace adattabile, nutrendosi soprattutto di topi, arvicole, vermi e conigli quando è possibile, ma anche di serpenti e uccelli terrestri di medie dimensioni. La si vede d'inverno, appollaiata sui vigneti ai bordi delle autostrade, in attesa che qualche animale finisca ucciso dalla automobili per poi cibarsene. Le poiane hanno dei piedi con artigli molto potenti ed è per questo che è pericoloso avvicinare una poiana ferita o in difficoltà. La poiana calzata Buteo lagopus cm x nidifica spesso nelle montagne nordiche. Sverna in pianure aperte, raramente anche nel Norditalia.

Fa lo spirito santo più spesso della poiana, cui è molto simile. Tipici il bianco dell'interno della coda, la macchia carpale nera e la testa chiara. Contrasto tra ali scure e coda chiara da sopra le poiane chiare possono avere le ali bianche anche sopra. Gli immaturi sono più particolari: I tarsi sono piumati ed il richiamo è più lamentoso della Poiana. La poiana codabianca Buteo rufinus cm x nidifica nell'Europa sud-occidentale in steppe aride e in zone montane. Grande e con ali lunghe. In planata tiene le ali leggermente sollevate, con nodo carpale come nella poiana calzata. La testa e il margine anteriore delle ali sono chiari, il petto è chiaro, l'addome è più sfumato e più scuro posteriormente.

La coda dell'immaturo è bruno-grigio pallido, barrata sulla punta. La popolazione nordafricana è, comunque, di piccola entità. Il falco pecchiaiolo Pernis apivorus cm x è un migratore a lungo raggio, la sua area d'espansione copre tutta l'Europa ma non nidifica in Inghilterra, in Irlanda, in Islanda e nella Scandinavia N e NW. Arriva in maggio e riparte in agosto-settembre verso i quartieri di svernamento in Africa tropicale e meridionale. E' brunastro, con le ali larghe, spesso volteggia ed a prima vista sembra una poiana.

Ha i battiti d'ala poco più profondi e più fluidi. Nella planata le ali sono tenute basse, più leggermente nel volteggio. Non fa mai lo spirito santo. Il maschio adulto è bruno-grigiastro sopra, col capo grigio cenere e gli occhi gialli tipo cuculo; sotto è più o meno barrato di bruno-rossiccio e ha del nero terminale sulle frange. La femmina è più bruna sopra e sulla testa, ha frange più scure, sfumate. La coda ha ampie barre, una in punta, due alla base. Gli Immaturi anche più variabili, in maggioranza sono bruno scuri cera giallo vivace, occhio scuro , simili alla poiana, altri rossicci o bianchi striati sotto.

Anche gli individui scuri possono avere la faccia bianca. Zona scura perioculare. Tipiche degli immaturi le secondarie e le frange scure nell'adulto sono scure solo le punte e la coda più sottilmente e fittamente barrata. In migrazione verso sud passa in file sottili attraverso il Mediterraneo avvistabili a Gibilterra e Istambul. Il richiamo è un chiaro, musicale piii-lu, malinconico.

Dopo la schiusa i genitori coprono con cura il nido con ramoscelli e fronde verdi. I nidiacei sono allevati da entrambi i genitori che si dividono la cura della nutrizione dei piccoli ai quali portano, dai primi giorni, vespe e loro larve. L'alimentazione del pecchiaiolo è costituita prevalentemente da vespe e loro larve, miele e altri grossi insetti. Si nutre anche di piccoli mammiferi, uova e piccoli uccelli, lucertole, rane, talvolta anche di bacche e frutta. Si è osservato che se la femmina muore il maschio si incarica da solo della cova.

Non fatevi ingannare dal nome: Sparvieri e astori sono rapaci di taglia media con ali relativamente corte e coda lunga. Volo diretto e attivo, abilità acrobatica. Sono provetti cacciatori di uccelli. L' astore Accipiter gentilis cm x abita quasi tutta l'Europa ma non lascia mai il suo territorio per tutto l'anno e dopo la nidificazione vagabonda nei dintorni; tuttavia alcuni individui dell'Europa settentrionale e orientale vengono spesso a svernare nell'Europa centrale migratore parziale , in ogni modo sono gli immaturi i più inclini a spostarsi. L'astore è un abile acrobata delle foreste, insegue la preda tra gli alberi a bassa quota e con grande abilità. Si muove basso sulla vegetazione, attraversando radure alla stessa quota, con volo potente caratterizzato da rapidi battiti e planate dirette.

Spesso attende su posatoi nascosti. Caccia uccelli, particolarmente corvidi, columbidi, turdidi, fasianidi, tetraonidi, e anche mammiferi come lepri e topi nonché lucertole e insetti, in inverno attacca anche strigiformi e poiane. Divora la preda sul terreno. In giornate limpide volteggia spesso ad alta quota. Dall'alto si lancia con impressionante rapidità su prede distanti. La femmina è molto più grande del maschio, con apertura alare minore di quella della poiana, ma di aspetto più massiccio. Il maschio solitamente è molto più grosso di una cornacchia e raramente di taglia simile.

Incute comunque timore ai corvidi, i quali lo attaccano, reagisce con grida fortissime più aspre di quelle dello sparviero. Il maschio è confondibile con lo sparviero femmina, ma i battiti d'ala sono più lenti e più distanziati, corpo più massiccio, capo in proporzione più piccolo, collo più lungo, coda relativamente più corta con angoli smussati, parte interna dell'ala più lunga, parte distale più corta e appuntita. Sottocoda bianco, piumoso, talvolta rigonfio. Immaturi fittamente striati sotto barrati nello sparviero. Volo dimostrativo con battiti lenti, tipo albanella. Grido di allarme: La razza buteoides della Russia settentrionale è bianca sotto, più chiara e grigio-blu sopra negli adulti; gli immaturi hanno colori di base più scuri e meno chiaro sopra l'ala.

Nidifica sulla chioma degli alberi alti e costruisce il nido tra aprile e maggio. Dopo la schiusa la femmina continua a sorvegliare i pulcini per una decina di giorni. In questo periodo il maschio le porta il cibo che lei distribuisce ai piccoli tenendo per se gli avanzi. Il maschio non sa nutrire i piccoli, se la femmina muore si perde tutta la covata. A 40 giorni circa lasciano il nido ed a 45 compiono il primo volo, divenendo abbastanza indipendenti a 70 giorni. I nuovi nati si stabiliranno definitivamente parecchi chilometri distante dal luogo d'origine, quelli delle regioni nordeuropee s'allontanano anche di Km.

Lo sparviero Accipiter nisus cm x è ampiamente diffuso, lo si trova in boschi fitti o zone aperte alberate. Cattura soprattutto uccelli della taglia di un tordo, ma anche nidiacei, nonché piccoli mammiferi e insetti. Questa variazione nella dieta permette allo sparviero la sopravvivenza in aree relativamente piccole. Spesso vola diretto, veloce e basso, sotto gli alberi attaccando di sorpresa, preferibilmente ai margini del bosco.

Oppure volteggia in alto e quindi si lancia sulla preda. La femmina è molto più grande del maschio e quindi si dedica alle prede di dimensioni maggiori, i maschi preferiscono catturare passeri e cincie. Il volo tipico alterna brevi serie di rapidi battiti a planate discendenti. Si esibisce con lenti battiti a volte con volo di caccia. Lo sparviero ha sofferto molto negli anni sessanta per via dei pesticidi e solo ora è tornato in numero cospicuo nelle campagne. E' comunque elusivo e difficile da vedere, ad eccezione della primavera quando si leva alto sopra il bosco di nidificazione: La femmina più grande ha la dimensione del maschio di astore, ma con battiti d'ala più veloci, aspetto più snello e leggero, coda più lunga e sottile all'attaccatura del corpo.

Quando lo sparviero è posato appare slanciato, con "spalle imbottite" e testa "incassata". La taglia e le picchiate ricordano lo smeriglio, la taglia e la coda ricordano il gheppio, ma le ali dello sparviero sono arrotondate. Il maschio adulto è blu ardesia sopra, finemente barrato di giallo-rossiccio sotto. Gli immaturi sono somiglianti alle femmine, ma il bruno è più caldo sopra soprattutto i maschi hanno sfumature color ruggine , con barratura distanziata e pesante sotto, gola quasi macchiettata.

Vicino al nido, solitamente, viene scelto un altro albero a mo di posatoio e sotto di esso si possono trovare i resti dei pasti, ossa, peli ecc. Il maschio alimenta la femmina nel periodo dell'incubazione portandole il cibo che viene depositato in un luogo fisso presso il nido. La femmina, che spezzetta le prede per i suoi piccoli, inizia a cacciare una settimana dopo la schiusa.

Lo sparviero levantino Accipiter brevipes cm x vive in zone aperte e aride dell'Europa sud-occidentale. Si nutre di lucertole e cavallette. E' molto simile allo sparviero, il maschio ha le punte alari più nerastre contrastanti con le parti inferiori chiare e le superiori grigio-blu chiaro. La femmina è chiara sotto, con punte alari color fuliggine. Gli immaturi hanno le parti inferiori macchiate a goccia. La silhouette presenta coda leggermente più corta e ali più lunghe e appuntite, che ricordano un falco.

Iride bruna. I nibbi sono rapaci di taglia media che spesso volteggiano utilizzando anche la lunga coda come un timone che manovrano abilmente sopra alberi e campi. Si nutrono di pesce e rifiuti. Nidificano sugli alberi, spesso vicino all'acqua. Riconoscibile dalla lunga coda profondamente forcuta di colore rosso ruggine sopra, come l'addome. Le ali affusolate hanno grandi "finestre" bianche sotto e una barra bruno pallido sull'ala interna superiore.

E' complessivamente uno dei più maestosi ed eleganti rapaci d'Europa. Giovani con striatura pettorale chiara. Si distingue dal nibbio bruno per la coda più lunga e forcuta, ma anche per il piumaggio più rossiccio e chiaro. Provetto volteggiatore e planatore, tiene le ali leggermente abbassate e angolate sul carpo, e muove continuamente la coda.

Visto di profilo in volo tiene il capo e la coda un po' abbassati. Il richiamo è un sottile fischio pigolante: Nidifica in zone boscose di preferenza vicino ai laghi. Costruisce il nido sugli alberi, ma spesso sistema e utilizza un vecchio nido di un altro rapace o di un corvide. Le uova sono deposte a intervalli di 3 giorni e l'incubazione ha inizio con la deposizione del primo uovo.

Il nibbio reale si nutre di piccoli mammiferi e uccelli, carogne, anfibi, pesci, insetti. Il nibbio bruno Milvus migrans cm x è anche il nibbio di città, presenta la stessa sagoma e la stessa strategia di volo del reale, ma con dimensioni minori, colorazione più uniforme e coda meno forcuta. Localmente comune nell'Europa meridionale e centrale nidifica anche più a nord. Predilige la vicinanza di zone umide; cattura pesce e si ciba di rifiuti e carogne. Spesso si aggrega numeroso. A volte nidifica in colonie. Piumaggio bruno scuro uniforme, in Europa non ha le "finestre" chiare dei sottoala le popolazioni asiatiche e africane hanno finestre chiare e code leggermente più lunghe.

La barra pallida sopra l'ala è meno marcata. L'immaturo ha la macchiettatura a goccia, ma a distanza è poco distinguibile. L'adulto è inconfondibile, bianco, grigio chiaro e nero. L'immaturo è sfumato di bruno su petto, collo, testa e dorso. Il volo è attivo e diretto con battiti leggeri, planate come l'albanella con le ali sollevate, spesso fa lo spirito santo. Questa specie raggiunge l'altitudine di metri e preferisce ambienti aridi con scarsa alberatura. Nidificante scarso e locale ma in incremento, in regioni secche coltivate dell'Europa sud-occidentale.

Costruisce il nido, una struttura di rami secchi, sui rami di un albero solitario. Alleva una sola nidiata ogni anno. Il nibbio bianco si nutre soprattutto di piccoli mammiferi, secondariamente di uccelli di piccole dimensioni e insetti catturati talvolta in volo. Il falco pescatore Pandion haliaetus cm x appartiene alla famiglia Pandionidae che ha una singola specie. E' ampiamente diffuso nel mondo ma in pericolo a causa dell'inquinamento ambientale. Abbastanza comune sui laghi d'acqua dolce, dove predilige le acque basse, dell'Europa settentrionale e della Fennoscandia, e nel Mediterraneo strettamente costiero.

In migrazione si trova anche nell'entroterra e sulle coste. In Italia estinto come nidificante dal Sardegna , è oggi oggetto di reintroduzione, buono anche l'aumento in Scozia e Scandinavia. Dopo essersi tuffato, riemerge dall'acqua e con vigorosi colpi d'ala si risolleva. Poi, con le zampe tenute una dietro l'altra per trattenere saldamente la preda tra gli artigli, protende il capo in avanti per guadagnare in aerodinamicità. Quando raggiunge il posatoio, attende che il pesce muoia prima di cominciare a cibarsene e nel frattempo si liscia e fa asciugare il piumaggio.

Le parti superiori sono brune con la testa bianca, le parti inferiori sono biancastre con disegno alare costante, in cui le carpali sono sempre scure. Anche le secondarie appaiono scure in buone condizioni di luce. La femmina ha la banda pettorale più evidente. Grande e massiccio, ma le ali non sono né particolarmente larghe né sfrangiate. A distanza dà l'impressione di un grosso gabbiano, specialmente perché le ali sono tenute leggermente abbassate. In primavera il maschio compie voli a festoni con le zampe penzolanti e fischiando un lamentoso yiip-yiilp L'accumulo di pesticidi nei tessuti ha messo a repentaglio la sua capacità riproduttiva; attualmente deve vedersela con la distruzione del suo habitat e l'acidificazione dei corpi d'acqua che frequenta.

Nidifica sugli alberi, sulle coste rocciose o sabbiose dirupi o isole , utilizzando per anni consecutivi un rozzo, grosso, nido costituito da stecchi, rami, sostanze vegetali che si accumulano anno per anno. Il falco pescatore si nutre quasi esclusivamente di pesci, che cattura tuffandosi in acqua e agguantandoli con le zampe che possono essere disposte con 2 dita in avanti 2 dietro per favorire la pesca. Le albanelle sono uccelli da preda di taglia media, con le ali e la coda lunghe. Vivono in ambienti aperti e cacciano volando bassi sul terreno o sui canneti, con lenti battiti d'ala e planate con le ali sollevate V.

Nidificano a terra. Il falco di palude Circus aeruginosus cm x è diffuso, generalmente non comune ma localmente abbondante. Un tempo perseguitato, al punto di essere una grande rarità, il falco di palude sta oggi facendo il suo ritorno, limitato solo dalla scarsità dei vasti canneti di cui ha bisogno per nidificare. E un largo, bellissimo uccello che aggiunge moltissimo ai paesaggi di pianura dove nidifica o appare durante la migrazione.

Si vede volare appena sopra le canne con rigidi battiti alternati a planate sulle ali a V. La femmina e l'immaturo sono bruno scuri, rispettivamente con dei giallo-biancastro e dei giallo-ruggine sull'addome. Alcuni immaturi sono quasi esclusivamente bruni. In primavera, il maschio si esibisce ad alta quota con voli ondulati e acrobazie, emettendo grida vay-ii tipo pavoncella. Nidifica nei canneti più estesi, generalmente sul terreno tra la vegetazione. In primavera il maschio si esibisce in un volo lento di saliscendi sopra il proprio territorio emettendo una serie di richiami. Quando la femmina, impegnata della cova, avverte gli striduli acuti del compagno che fa ritorno con la preda, gli vola incontro e si capovolge in attesa che il maschio le faccia cadere o le passi il bottino fra gli artigli.

Il falco di palude caccia quasi esclusivamente sulle distese di vegetazione palustre, cercando di cogliere di sorpresa le prede dall'alto. Si nutre di anfibi, rettili, piccoli mammiferi, piccoli uccelli, anatroccoli, raramente prede adulte come anatre o conigli. L' albanella reale Circus cyaneus cm x nidifica nell'Europa settentrionale e occidentale su terreni aperti, brughiere, giovani conifere, spesso vicino ad acquitrini. L'albanella reale frequenta colline aperte e brughiere del nord in estate, ma si diffonde di più in inverno, dove è spesso su terreno più basso e piatto.

Caccia piccoli mammiferi e uccelli, volando basso, dopo aver planato e aver sorpreso la preda con un improvviso attacco. Maschi e femmine hanno colorazioni completamente diverse. In migrazione e in inverno frequenta coltivi e zone umide. Vola come il falco di palude; spesso attacca piccoli uccelli. Maschio tipico groppone bianco candido. I maschi più giovani sono bruni sul dorso. Femmina e immaturo brunastri con groppone bianco, assomigliano alla pallida e alla minore, ma sono più pesanti in volo, meno slanciati e hanno ali molto più corte e arrotondate con le primarie sporgenti. La femmina adulta ha in media più bianco sul groppone rispetto alla pallida e alla minore.

Sottile collare chiaro. Immaturi striati sul petto come la femmina, con toni più caldi, alcuni striati solo sul sottogola. L' albanella minore Circus pygargus cm x ha un volo sfarfallante, elegante tipo sterna specialmente i maschi. E' più rara dell'albanella reale nella maggior parte dei posti tranne che nella parte più a sud dell'Europa, dove sono caratteristiche delle steppe e delle aree con i cereali in crescita. Tra tutte le albanelle, la minore è la più leggera ed elegante, con le ali più lunghe, con le punte più portate all'indietro: Il maschio è grigio più scuro dell'albanella pallida e dell'albanella reale, ha una barra nera due da sotto che attraversa le secondarie e una striatura castana sull'addome.

La femmina è striata sotto e il bianco sul groppone è meno esteso. L'immaturo è bruno-ruggine sotto, più bianco sul groppone e molto simile all'albanella pallida, ma con collare appena accennato o assente. La femmina adulta ha più bianco dietro l'occhio. Il maschio al primo anno ha un collare chiaro come la pallida, ma di solito, è distinguibile dal petto e dalle guance grigi.

La femmina adulta ha una barra scura sopra l'ala base delle secondarie , visibile solo a breve distanza. Da sotto, la barra più distale sulle secondarie è larga e chiara fino al corpo. La barra scura al centro delle secondarie è sempre larga. Nidifica in brughiere di pianura, campi di cereali e giovani piantagioni di conifere, sul terreno tra la vegetazione. L'albanella minore si nutre di anfibi, rettili, piccoli uccelli e mammiferi. L'albanella pallida Circus macrourus cm x nidifica sulle pianure aride dell'Europa sud-orientale, ma visita anche le paludi. E' un raro accidentale nell'Europa settentrionale e occidentale soprattutto a inizio estate e a settembre: E' molto simile all'albanella minore nella silhouette e nel volo, ma in ogni caso l'adulto ha le ali un po' più larghe e la sfrangiatura più corta.

Il maschio ha la coda poco più lunga e le ali da falco, con battiti d'ala più rigidi e più rapidi della minore. Il maschio è bianco-grigiastro sul petto e bianco candido sotto, con dorso più scuro delle altre albanelle ma poco chiaro sul groppone , meno nero sulla punta delle ali. I maschi di 1, 2 anni sono grigio-bruni sopra, biancastri sotto. La femmina è striata sotto, con groppone bianco meno marcato, mentre l'immaturo estremamente simili alla minore, sempre non striato sotto, con collare chiaro. La femmina adulta ha le secondarie brune non barrate sopra; da sotto le barre chiare sulle secondarie si scuriscono verso il corpo, copritrici sottoalari molto scure.

I falchi appartengono all'ordine Falconiformes, sono rapaci di taglia piccola-media con le ali appuntite. Compiono frequenti picchiate. La femmina spesso è più grande del maschio. Il girfalco Falco rusticolus cm x si presenta di grandi dimensioni e aspetto robusto, è il più grande e il più potente tra i falchi. Abita le tundre dell'estremo nord, le montagne dell'Asia centrale, la zona artica del Nord America, e la Groenlandia. Il Europa nidifica in Islanda e sulla costa settentrionale della Scandinavia.

Gli adulti sono di norma sedentari e rimangono sulle montagne per tutto l'anno, occasionalmente si spostano a sud ma mai troppo lontano dalla patria d'origine, alcuni immaturi si spostano su coste e pianure in inverno. E' raro che si spostino in Europa centrale o occidentale. Le dimensioni possono essere sottovalutate; si distingue dal pellegrino per la coda molto più lunga, le ali più larghe in punta e i battiti più lenti. Il girfalco è grigiastro sopra con mustacchi accennati più evidenti negli immaturi e guance sfumate. Parti inferiori degli adulti macchiate debolmente, barrate più sotto.

Gli immaturi invece sono fittamente striati, spesso su un bruno-giallastro di base. Questa è la colorazione tipica della Scandinavia. In Groenlandia predomina una fase molto chiara, quasi completamente bianca, in Islanda è intermedia. Molte fasi intermedie. Giovani di alcune covate in fasi di colore diverse. Il verso di allarme è un rauco grido nasale ghii-ghiighii, più lungo di quello dei pellegrino. Nidificante poco comune sulle pareti montane. Il nido è posto sulle scogliere marine e fra le rocce, preferibilmente non lontano dalle colonie d'uccelli marini riserva di cibo talvolta nel nido di altri grandi uccelli e, talvolta, su alberi alti più di 5 metri, molto raramente anche sulle sponde dei fiumi.

Il nido è costruito con rametti di betulla, salice o dell'albero su cui è collocato il nido. Il Girifalco si nutre soprattutto d'uccelli marini, ma anche di pernici, anatidi, piccoli mammiferi e tetraonidi. Falco pellegrino. Il falco pellegrino Falco peregrinus cm x è un rapace glorioso. E' una specie ampiamente diffusa, drammaticamente in declino fin dagli anni 50, soprattutto a causa dell'inquinamento. In inverno si trova anche in zone umide ed estuari. Si nutre d'uccelli di taglia media che cattura in volo. La tecnica di caccia più spettacolare prevede veloci e potenti picchiate diagonali di centinaia di metri ad ali chiuse.

Il volo usuale è di velocità moderata, con battiti d'ala rapidi e poco profondi. E notevolmente più piccolo del girfalco e del sacro e ha una tipica silhouette compatta, con coda abbastanza corta e ali larghe alla base ma appuntite e sottili in punta. La femmina è molto più grande e pesante del maschio, è più scura superiormente e più barrata inferiormente nella foto sotto sta spiumando una preda ; un inesperto potrebbe confondere il maschio con un lodolaio vedi disegno in volo.

L'adulto ha la testa bianca e nera, le parti superiori grigio-blu e il sottogola bianco candido. Nidifica soprattutto su pareti rocciose irraggiungibili per la volpe, più raramente sugli alberi in vecchi nidi d'altri grossi uccelli e occasionalmente anche su alti edifici ma comunque, sempre con una buona visuale sul paesaggio circostante.

I giovani alla nascita sono ricoperti da un folto piumino, il maschio s'incarica di portare loro il cibo durante i primi giorni, ma affida alla femmina le sue prede che le sminuzza e le divide per i giovani: Lo spettro alimentare del pellegrino è molto vasto, nutrendosi preferibilmente d'uccelli molto graditi i piccioni e piccoli mammiferi. Molte popolazioni di pellegrino sono minacciate dall'inquinamento, dai cambiamenti ambientali e dal bracconaggio. Falco lanario. Il lanario Falco biarmicus cm x è un rapace principalmente africano, adattato a pianure e deserti.

Nidifica su pareti rocciose. Cinque razze; quella europea feldeggii è in declino. E' più grande del pellegrino, in genere cattura prede più piccole. Il feldeggii adulto ha dorso bruno-grigio, capo chiaro, parti inferiori biancastre. Nonostante le somiglianze, la principale differenza tra gufo e civetta è il fatto che appartengono a due specie diverse pur appartenendoalla stessa famiglia di uccelli rapaci, gli Strigidi Strigidae. I generi sotto i quali vengono classificati i gufi sono Bubo a cui appartiene il gufo reale, Bubo bubo e Asio a cui appartiene il gufo comune, Asio otus mentre la civetta appartiene al genere Athene la sottospecie più comune è Athene noctua.

Vediamo di seguito le principali somiglianze tra gufo e civetta e di seguito ancora qual è la principale differenza tra i due animali. Un trucco infallibile per distinguere un gufo da una civetta è osservare la testa: Si tratta di una caratteristica molto evidente ed è anche l'unica che permette di capire a occhio nudo se si ha davanti un gufo o una civetta. Abbiamo chiarito la differenza tra gufo e civetta Ma se vogliamo fare chiarezza del tutto sulla questione, è necessario includere nell'analisi anche altri due uccelli notturni e vedere le differenze tra gufo, civetta, barbagianni e allocco. Per quanto riguarda l'allocco Strix aluco non c'è molto da dire poiché si tratta di un altro rapace appartenente alla famiglia degli Strigidi e come la civetta non ha i due ciuffi ai lati della testa, caratteristici del gufo.

Il barbagianni, invece, appartiene a una famiglia diversa , i Titonidi Tytonidae , e ne è l'esemplare più rappresentativo. La sottospecie più diffusa è il barbagianni comune Tyto alba , caratterizzato da piume bianche o di colore chiaro nella parte anteriore del corpo. Nella foto si possono osservare chiaramente le differenze tra gufo, civetta, barbagianni e allocco.

Questo animale, divenuto famoso grazie alla saga di Harry Potter , in quanto il piccolo maghetto ne possiede una di nome Edvige. Ma si tratta di una civetta o di un gufo? Fino a poco tempo fa era considerata una civetta, ma degli studi approfonditi hanno dimostrato che è geneticamente più vicino al genere Bubo e quindi è da considerare come gufo. Tuttavia, in italiano, questo uccello continua ad essere chiamato in entrambi i modi ovvero civetta o gufo delle nevi. In questi animali, tuttavia, è difficile vedere i ciuffi di cui abbiamo parlato prima perché le piume sono molto sottili.

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Differenza tra gufo e civetta - Confronto con barbagianni e allocco

di Nereo Trabacchi Tutte le specie di gufi piacentini di nereo trabacchi Il gufo piacentino non conosce la crisi e non patisce mai la fame, perché. Ogni tipo di rapace ha la sua borra tipica, tanto che dalla borra trovata a terra, alla base di un albero, si può risalire al tipo di rapace notturno che lo ha sputato e. Scopri quali sono i gufi che vivono in Europa. Quando cala la notte iniziano i loro voli furtivi a caccia di cibo: una carrellata di foto dei più misteriosi rapaci notturni. Come vedremo tra poco infatti, mentre il gufo comune è in grado di accomuna sia i gufi che le civette, così come la tipologia di prede e quindi. differenti basta ricordare che una femmina di Gufo reale può superare i 2 kg ed borre per comprendere la tipologia di prede selezionate dai rapaci notturni. Questa è una pagina di disambiguazione; se sei giunto qui cliccando un collegamento, puoi tornare indietro e correggerlo, indirizzandolo direttamente alla voce.

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